Gli impianti stand-alone sono utilizzati per elettrificare utenze isolate, distanti dalla rete elettrica, difficili da alimentar perché situate in zone poco accessibili o caratterizzate da bassi consumi di energia che non rendono conveniente l’allaccio alla rete pubblica. In questi impianti è necessario immagazzinare l’energia prodotta dai moduli fotovoltaici utilizzando batterie per garantire continuità di energia anche di notte o quando non c’è il sole.
I piccoli impianti di sola illuminazione possono essere realizzati completamente in corrente continua a 12Vdc o per consumi più grandi a 24Vdc o 48Vdc.
Per avere energia elettrica in forma alternata (AC), ossia uguale a quella del proprio gestore, occorre installare nell’impianto un inverter che trasforma l’energia delle batterie a bassa tensione continua, in corrente alternata a tensione 220[V]. Cuore del sistema fotovoltaico isolato è il regolatore di carica che ha il compito di preservare l’efficienza delle batterie e prolungarne la vita attesa attraverso varie funzionalità:
Tali impianti risultano tecnicamente ed economicamente vantaggiosi qualora la rete elettrica sia assente o diffcilmente raggiungibile, sostituendo spesso i gruppi elettrogeni. Inoltre, in una confgurazione stand-alone, il campo fotovoltaico è sovra-dimensionato al fne di consentire, durante le ore di insolazione, sia l’alimentazione del carico, sia la ricarica delle batterie di accumulo, con un certo margine di sicurezza per tener conto delle giornate di scarsa insolazione.